Ieri sera in macchina io ed un collega abbiamo argomentato su come si sono evoluti l'informatica ed Internet negli anni. Da una serie di ragionamenti siamo arrivati alla conclusione che l'evoluzione informatica ha seguito 2 fasi: la prima di centralizzazione, nella quale esisteva un unico super-elaboratore a cui affluivano diversi terminali (video e tastiere) e con un approccio time-sharing era in grado di soddisfare l'esigenza dei diversi utenti. La seconda fase invece in completa contrapposizione, nella quale la presenza dei personal computer ha consentito a ciascun utente di utilizzare i software più adatti alle proprie esigenze ed avere così un sistema puramente esclusivo; oggi invece, si osserva una terza fase che ripropone le principali caratteristiche della prima.
Nell'era del Web 2.0 ogni utente è in grado di pubblicare su Internet i propri documenti, avere una casella
Gmail capiente, custodire le proprie
foto: siamo in grado di centralizzare le informazioni. In effetti, avendo una qualsiasi postazione collegata ad Internet, è possibile così accedere alla propria posta ovunque ci si trovi in tutto il mondo. Quali sono gli effetti collaterali di un approccio del genere? Innanzitutto, si diviene così un possibile obiettivo d'attacco e permettere a chiunque con una breve indagine, di ricostruire la propria vita privata. Ma la cosa che più mi ha colpito è stato quando il mio collega ha esclamato:"Davide, io ho anni della mia vita nella casella Gmail! Non so cosa quali sarebbero le conseguenze, se mi accadesse una cosa del genere (ndr:
link)".
In un certo senso, si diventa subdoli di un sistema informatico e la presenza di una vulnerabilità nel software potrebbe essere la fonte di un possibile furto di identità. Questa non è teoria...forse sarà paranoia, ma di certo
attacchi del genere si osservano
quotidianamente e purtroppo si pensa ad ovviare solo a fatti accaduti.